Privacy e motori di ricerca: è possibile restare anonimi su internet?

Quante volte ti sarai posto questa domanda, Privacy e motori di ricerca: è possibile restare anonimi su Internet?

Ti è mai capitato, parlando di internet, di sentire la frase: “una traccia digitale rimane sempre”? Si, potrebbe sembrare una frase da film e, bene o male, è stata sicuramente utilizzata in qualche pellicola per creare una scena ad effetto ma, nonostante ciò, conserva una parte di verità.

Quando decidiamo di accedere ad internet per la ricerca di informazioni, la prima cosa che facciamo è quella di affidarci ad un motore di ricerca per inserire l’argomento che ci interessa cercare.

I motori di ricerca, però, tracciano le attività degli utenti e sfruttano le informazioni per vendere pubblicità agli inserzionisti. Ovviamente in questo non c’è nulla di illegale o super segreto, è una pratica comune e forse una delle fonti più redditizie delle strategie di digital marketing.

La privacy sulle ricerche internet è un argomento che la legge prende davvero molto seriamente e tutte le attività di tracciamento che i motori di ricerca effettuano sono totalmente legali. Lo abbiamo visto, in parte, quando abbiamo parlato delle funzionalità dei cookie.

Nonostante sia tutto legale ti stai chiedendo se sia possibile effettuare ricerche su internet eludendo questa “vigilanza online”? La risposta a questa domanda è fornita dai motori di ricerca anonimi.

Prima di spiegare cosa sono i motori di ricerca anonimi e in che modo è possibile utilizzarli, andiamo a vedere un argomento fondamentale per chi naviga sul web: la privacy online.

Privacy e motori di ricerca: è possibile restare anonimi su internet?

La legge sulla privacy nel mondo informatico

In Europa, l’attenzione sul trattamento dei dati personali online è altissima, basti pensare che, dal 2018, viene applicato il GDPR, ovvero il General Data Protection Regulation. Si tratta di un regolamento generale per la protezione dei dati personali che tutela i cittadini sia all’interno che all’esterno dei confini UE, impedendo la “fuga” di dati sensibili.

Detto ciò, la privacy dei motori di ricerca resta ancora un tema caldo, specialmente in Italia, e in continua evoluzione. A giugno 2022, il garante per la privacy italiano ha, però, pubblicato un comunicato molto chiaro in materia, riguardante in special modo l’uso degli strumenti di Analytics.

In questo comunicato si estendevano le tutele dei cittadini nei confronti delle società o dei siti web che utilizzano Analytics senza le garanzie previste dal Regolamento UE. Questi livelli di protezione stanno imponendo grandi cambiamenti a tutti i motori di ricerca che sfruttano il tracciamento dei dati, Google compreso.

Tuttavia, esistono motori di ricerca che, fin dalla loro nascita, consentono agli utenti di navigare in forma del tutto anonima e rappresentano delle ottime alternative per chi è più attento alla privacy dei suoi dati.

Privacy e motori di ricerca: è possibile restare anonimi su internet?

Quali sono i motori di ricerca anonimi

Anche se non sono molto conosciuti, di motori di ricerca anonimi ne esistono tantissimi. Ovviamente, alcuni sono molto più affidabili di altri e sono costruiti con caratteristiche estremamente peculiari.

Ciò che hanno in comune è l’attenzione per l’anonimato degli utenti, come si evince dai messaggi che appaiono accanto al loro nome, i quali recitano, più o meno, tutti la stessa cantilena, ovvero: “se sei stanco di essere tracciato, sei nel posto giusto”.

Vediamo nel dettaglio quali sono questi motori di ricerca anonimi e quali caratteristiche posseggono. Ne analizzeremo 7 tra i più conosciuti e utilizzati:

  1. DuckDuckGo: partiamo da quello più famoso. Questo motore di ricerca non tiene traccia né dell’indirizzo IP, né di altri dati molto preziosi per le aziende che utilizzano Analytics. Si può navigare attraverso varie funzionalità, tra cui la ricerca privata, il blocco dei Tracker o la navigazione criptata.
  2. StartPage: si tratta di un’azienda con sede nei Paesi Bassi, molto attenta al GDPR e alle norme sulla privacy. In pratica, questo motore di ricerca si pone come filtro tra l’utente e Google, da cui trae i risultati di ricerca ma senza il rilascio dei dati di navigazione.
  3. Swisscows: questo motore di ricerca anonimo, di nazionalità svizzera, mette le cose in chiaro fin da subito sul suo anonimato. Il software non memorizza le cronologie degli utenti e sfrutta tecnologie proprie di ricerca (non si affida a Google). Inoltre, tutela anche i bambini poiché non indicizza nelle ricerche contenuti per adulti.
  4. Ecosia: questo motore di ricerca, oltre a non tracciare i contenuti e i dati degli utenti, svolge anche un’azione sociale molto importante. Infatti, reinveste tutti i guadagni nella riforestazione. Il suo valore aggiunto sta proprio nella svolta green, oltre che nella trasparenza sugli introiti e su come questi vengano reinvestiti.
  5. Qwant: motore di ricerca dai tratti puramente estetici è quello che, più di tutti, ruba l’occhio. I suoi colori sgargianti, uniti ai personaggi dal volto coperto e dall’emblematica frase “Ti chiedi chi utilizza Qwant? Anche noi” evidenziano subito i concetti chiave: niente tracciamento e vendita dei dati. In realtà, questo motore presenta della pubblicità, ma questa è generalista e non personalizzata sull’utente proprio perché non utilizza cookies o oltri sistemi di profilazione.
  6. Disconnect Search: si tratta di un motore di ricerca che contiene più motori di ricerca. Quando si effettua una ricerca tramite Disconnect Search si sceglie il motore di ricerca dal quale si vuole trarre informazioni. Poi il motore rimanda alla SERP scelta, rendendo anonimo l’utente.
  7. MetaGer: si tratta di un’associazione no-profit che mette online un codice sorgente free e per tutelare la privacy utilizza un proxy anonimo di proprietà che garantisce una navigazione libera e sicura.

Rispetto a quest’ultima opzione, andiamo a chiarire di cosa si tratta quando parliamo di Proxy.

Un Proxy è un server che disaccoppia l’accesso al web dal browser. Tradotto in linguaggio non informatico vuol dire che il proxy si interpone tra il dispositivo di navigazione e il server su cui è presente la pagina web che si desidera visualizzare. In questo modo interrompe il collegamento diretto ed evita il tracciamento dei dati.

In pratica, questo è il principio di funzionamento su cui si basa un motore di ricerca anonimo che sfrutta i proxy.

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