Minimum Viable Product – Lavori in corso

Ma da dove si comincia per realizzare un Minimum Viable Product – Lavori in corso? Ecco tutto quello che devi sapere.

Per gli estimatori del Basket americano la parola MVP assume un significato del tutto particolare ma, trasferendoci su un altro campo, quello del marketing, questo acronimo genera un processo completamente diverso.

MVP, infatti, è l’abbreviazione di Minimum Viable Product e rappresenta la concretizzazione della Unique Value Proposition, ossia della promessa che un brand fa al proprio target di riferimento.

Si tratta della versione basic di un prodotto o servizio, ancora da sviluppare, che però contiene le caratteristiche necessarie per essere utilizzato dagli utenti. Infatti, il Minimum Viable Product permette agli utenti, soprattutto a quelli che sentono un determinato problema in maniera forte, di sperimentare subito la soluzione.

Si tratta di un metodo che permette di massimizzare l’apprendimento verso il prodotto o il servizio investendo il minimo sforzo in termini di tempo e costi, al fine di realizzare la versione finale del prodotto anche grazie ai feedback e all’esperienza diretta da parte dell’utente.

Ovviamente, si tratta di un prodotto non finito e che avrà bisogno di modifiche prima di essere rilasciato definitivamente sul mercato ma, l’obiettivo è proprio questo: testare l’output attraverso dei test per analizzare come reagisce il mercato, in modo da poter offrire il prodotto/servizio più performante per il proprio target.

Individuare un bisogno e costruire una risposta

Per realizzare un Minimum Viable Product è necessario, prima di tutto, analizzare il mercato e i feedback delle Buyer Personas, attraverso i social e l’uso dei focus group, per ottenere una risposta consapevole.

In definitiva, è fondamentale individuare una reale necessità, sia attraverso i bisogni latenti che quelli espressi dagli utenti.

Ma a cosa ci riferiamo quando citiamo i bisogni latenti?

In questi bisogni rientrano tutte quelle richieste di cui un utente non sa di aver bisogno, fino al momento in cui non viene intercettato da un contenuto ad hoc, come un post sui social media.

I bisogni consapevoli, al contrario, sono tutte quelle richieste di cui un utente è conscio di avere necessità e possono essere intercettati tramite attività di content marketing o advertising.

In questo processo, le buyer persona sono fondamentali. Queste figure sono delle rappresentazioni fittizie dei clienti ideali del brand o di un prodotto e vengono create sulla base di dati raccolti attraverso statistiche, sondaggi ed interviste.

È fondamentale tenere a mente che un prodotto/servizio deve risolvere un problema e l’obiettivo principale del marketing è quello di mettere in relazione domanda e offerta.

Gli strumenti per analizzare il mercato

Lanciare sul mercato un Minimum Viable Product consente di ridurre gli sprechi, sia in termini di risorse umane che monetarie. Prima di arrivare a questo punto, però, ci sono dei passaggi da effettuare, tra cui analizzare sia l’azienda in sé che il prodotto o servizio.

L’analisi SWOT è uno strumento che permette di realizzare tutto questo, attraverso i punti di forza e i punti deboli. L’analisi SWOT si compone da 4 punti fondamentali, rispettivamente:

  • Strenghts: ossia i punti di forza che sono necessari per individuare le aree più performanti sia dell’azienda che del prodotto.
  • Weakness: rappresentano i punti di debolezza che sono necessari, al contrario, per individuare le aree di miglioramento del prodotto.
  • Opportunities: le opportunità dell’ambiente esterno verso l’azienda e/o il prodotto.
  • Threats: ovvero rappresentano le minacce dell’ambiente esterno verso l’azienda e/o il prodotto.

Attraverso queste analisi si riesce ad ottenere un prodotto funzionante, che dal primo rilascio rappresenta un ottimo test per valutare se questo abbia mercato, se siano presenti eventuali criticità o se sia meglio cambiare progetto.

Ovviamente, diventa fondamentale che l’MVP sia sottoposto a modifiche e integrazioni periodiche ma, se nonostante tutti i cambiamenti non risulta performante, è meglio prendersi una pausa o cambiare direttamente progetto.

Detto ciò, ora vediamo passo dopo passo, come si realizza un Minimum Viable Product!

Minimum Viable Product – Lavori in corso

Minimum Viable Product : i 4 step fondamentali

Vediamo come si realizza un Minimum Viable Product attraverso 4 passaggi fondamentali

PROBLEMA

Per realizzare un MVP è necessario partire da un problema, individuando sia i bisogni latenti che quelli espressi, a cui non sia ancora stata data una risposta idonea da parte del mercato.

PIANIFICAZIONE

La pianificazione è la fase in cui si realizzano le fondamenta del progetto, ossia un documento che rappresenta una vera e propria mappa da consultare durate lo sviluppo del prodotto/servizio.

Ovviamente il progetto non risulterà mai identico a quello stabilito nella roadmap, poiché sicuramente capiteranno imprevisti, criticità o cambiamenti.

Tuttavia, è importante pianificare le varie fasi del progetto, al fine di realizzare i passaggi necessari fino al rilascio del prodotto.

A/B TEST

Dopo la fase di pianificazione segue quella di realizzazione, ovvero la fase in cui viene realizzata la prima versione del prodotto o servizio.

Durante questa fase è possibile iniziare a fare gli A/B test, ossia quei test che ammettono solo due varianti, per verificare quale sia quella migliore per quel determinato progetto.

In caso di feedback positivo, il test sarà l’output per i passaggi seguenti. In caso di feedback negativo, sarà necessario apportare delle modifiche, tenendo conto delle statistiche ottenute dall’analisi del comportamento del target.

VERSIONE DEFINITIVA

La versione definitiva corrisponde all’output finale e rappresenta quindi il prodotto finito. Questo prodotto o servizio è la somma di tutti i miglioramenti realizzati dalla fase iniziale fino a quella finale, risultando perfetto sia dal punto di vista strutturale che per la soddisfazione del cliente.

Tuttavia, seppur si tratti di un prodotto finito, è possibile comunque apportare nuove modifiche ed integrazioni. In un certo senso è quello che accade con le app: nel tempo vengono rilasciati aggiornamenti che apportano migliorie.

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